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	<title>Progetto Gas</title>
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	<description>Il punto di riferimento per il settore termoidraulico</description>
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		<title>RAEE: una nuova direttiva salverà ambiente e salute</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Parlamento europeo si è espresso in favore di una revisione della direttiva sui RAEE per tutelare l’ambiente e la salute salvaguardando le risorse Migliorare l’efficienza delle risorse dell’Europa definendo una nuova direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Questa l’affermazione del Commissario per l’ambiente Janez Potočnik venuto a conoscenza del sostegno unanime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Parlamento europeo si è espresso in favore di una revisione della direttiva sui RAEE per tutelare l’ambiente e la salute salvaguardando le risorse</strong></p>
<p>Migliorare l’efficienza delle risorse dell’Europa definendo una nuova direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Questa l’affermazione del Commissario per l’ambiente Janez Potočnik venuto a conoscenza del sostegno unanime del parlamento europeo in favore di una revisione dell’attuale direttiva in vigore.</p>
<p>“<strong>La decisione odierna del Parlamento europeo è una buona notizia per la salute dei nostri cittadini, per la competitività dell’Europa e per l’ambiente. In questi tempi difficili di cambiamento economico e di aumento dei prezzi delle materie prime, l’efficienza delle risorse è dove i benefici ambientali e la crescita innovativa come opportunità per l’industria europea si fondono insieme. Il flusso dei rifiuti con la massima rilevanza a questo riguardo è quello dei rifiuti elettrici ed elettronici. Oggi il Parlamento europeo ha dato un grande impulso a questa politica, alzando i livelli di raccolta vincolante all’ 85% entro il 2019. Spero che ciò incoraggi alcuni Stati membri ad essere più ambiziosi, e al raggiungimento dei nuovi traguardi, anche prima di tale scadenza. Il trattamento corretto dei RAEE è importante per prevenire danni alla salute umana e all’ambiente, e la raccolta sistematica è il presupposto per il riciclaggio professionale di preziose materie prime come oro, argento, rame e metalli rari, contenute nei nostri televisori usati, computer portatili e telefoni cellulari.</strong> &#8221;</p>
<p>Attualmente solo un terzo dei rifiuti elettrici ed elettronici nell’Unione europea è segnalato dagli Stati membri dell’UE come raccolto separatamente dagli altri rifiuti e opportunamente trattato. L’attuale obiettivo vincolante di raccolta UE è di <strong>4 kg di RAEE</strong> per abitante, pari a circa 2 milioni di tonnellate l’anno su 10 milioni di tonnellate di <strong>RAEE</strong> prodotti ogni anno nell’Unione europea. <strong>Entro il 2020 si stima che il volume dei RAEE salirà a 12 milioni di tonnellate</strong>. Il nuovo obiettivo approvato dal Parlamento segnala un obiettivo di raccolta ambizioso: gli Stati membri saranno tenuti a raccogliere il 45% delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul loro mercato entro il 2016. Passando poi all’85% dei RAEE generati il meccanismo farebbe sì che circa 10 milioni di tonnellate di RAEE, ovvero circa <strong>20 kg pro capite,</strong> potrebbero essere raccolti secondo i meccnismi della differenziata entro il 2020.</p>
<p>La nuova direttiva RAEE darà agli Stati membri dell’UE anche gli strumenti per combattere l’esportazione illegale di rifiuti in modo più efficace. <strong>Le spedizioni illegali di RAEE rappresentano un problema serio in Europa, per questo la nuova direttiva costringerà gli esportatori a fornire documenti precisi sulla natura delle loro spedizioni</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>fonte: Rinnovabili.it</h6>
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		<title>Progetto di norma in inchiesta pubblica finale per la nuova UNI 10683 sui generatori di calore a legna</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>
		<category><![CDATA[progetti di norma]]></category>
		<category><![CDATA[uni]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; entrato ora in fase di inchiesta pubblica finale  il progetto E0202B510, a cura del CTI – Comitato Termotecnico Italiano che riguarda i generatori di calore alimentati a legna o altri biocombustibili solidi. In particolare la futura norma tratta gli aspetti relativi alla verifica, installazione, controllo e manutenzione di questa tipologia di impianti destinati al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; entrato ora in fase di inchiesta pubblica finale </strong></p>
<p>il progetto<strong><em> E0202B510</em></strong>, a cura del CTI – <strong>Comitato Termotecnico Italiano</strong> che riguarda i generatori di calore alimentati a legna o altri biocombustibili solidi. In particolare la futura norma tratta gli aspetti relativi alla verifica, installazione, controllo e manutenzione di questa tipologia di impianti destinati al riscaldamento dell&#8217;ambiente, alla produzione di acqua calda sanitaria o alla cottura dei cibi.</p>
<p><strong>Titolo:</strong> Generatori di calore alimentati a legna o altri biocombustibili solidi &#8211; Verifica, installazione, controllo e manutenzione<br />
<strong>Sommario:</strong> La norma definisce i requisiti di verifica, installazione, controllo e manutenzione di impianti destinati al riscaldamento ambiente e/o alla produzione di acqua calda sanitaria e/o alla cottura dei cibi, con apparecchi sia a tiraggio naturale lato fumi che a tiraggio forzato, di potenza termica nominale &lt; 35 kW alimentati con biocombustibili solidi di cui alle norme della serie UNI EN 14961. La norma si applica sia agli impianti con apparecchi alimentati manualmente sia a quelli con apparecchi a caricamento automatico, installati in locali e relative pertinenze. La norma si applica anche agli apparecchi costruiti e/o assemblati in opera o su misura, inclusi quelli non rientranti nella UNI EN 15544.</p>
<p><a href="http://www.uni.com/index.php?option=com_wrapper&amp;view=wrapper&amp;Itemid=120&amp;lang=it"><strong>Scarica il progetto di norma </strong> cliccando QUI</a></p>
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		<title>Liberalizzazioni e fotovoltaico a terra: «Attenti a penalizzare le aziende agricole e a favorire le speculazioni»</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il decreto del Governo sulle liberalizzazioni ha modificato l&#8217;articolo 65 riguardante gli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. Questo decreto ha tagliato gli incentivi per gli impianti a terra, pur di limitata estensione ed integrati con le produzioni agricole, per autorizzare, anche con incentivi sostanziosi, i pannelli sopra le serre con dimensioni talmente estese da risultare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>decreto del Governo sulle liberalizzazioni</strong> ha modificato<strong> l&#8217;articolo 65</strong> riguardante gli <strong>impianti fotovoltaici</strong> sui terreni agricoli. Questo decreto ha tagliato gli incentivi per gli impianti a terra, pur di limitata estensione ed integrati con le produzioni agricole, per autorizzare, anche con incentivi sostanziosi, i pannelli sopra le serre con dimensioni talmente estese da risultare incompatibili con gran parte delle produzioni agricole.<strong> Una decisione che ha sollevando le critiche degli operatori del settore (Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Asso Energie future) perché metterebbe in difficoltà chi aveva  iniziato a realizzare nuovi impianti secondo la normativa vigente da soli 10 mesi, con un intervento retroattivo che rende difficile capire se gli impianti in via di realizzazione potranno ricevere gli incentivi previsti.</strong> Le associazioni di categoria chiedevano al Parlamento che, in sede di conversione del Decreto, venga stralciata definitivamente quella che definiscono la nuova norma <strong>&#8220;antifotovoltaico&#8221;.</strong></p>
<p>Sulla questione dell&#8217;<strong>articolo 65</strong> oggi interviene Legambiente: «<strong>Il governo ha fatto bene a intervenire sugli incentivi per il fotovoltaico a terra, perché il boom di progetti presentati al Gse rischia di mandare in tilt il sistema e di diventare un boomerang per il futuro delle rinnovabili. Non condividiamo però l&#8217;impianto dell&#8217;articolo, in primo luogo perché cancella il fotovoltaico a terra anche per le aziende agricole dove poteva rappresentare una integrazione del reddito, poi perché l&#8217;incentivo proposto per gli impianti sulle serre è troppo generoso e rischia di<span style="color: #555555; font-family: Arial, 'Bitstream Vera Sans', Helvetica, Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: 12px; line-height: 16px; white-space: nowrap;"> </span></span>diventare un volano per le speculazioni. In parole povere, vengono previsti incentivi per il fotovoltaico su serra molto più generosi di quelli previsti dal vigente conto energia per il fotovoltaico al suolo (e senza incappare nei limiti imposti dalla precedente normativa), con un limite di ombreggiatura altissimo (il 50%). Questa indicazione potrebbe dare il via libera a speculazioni per ottenere incentivi pari a quelli delle coperture integrate negli edifici, che sono molto più alti di quelli per i pannelli al suolo. Ovviamente sotto le serre ci sarebbe tanta ombra da permettere ben poche coltivazioni, ma tanto gli incentivi coprirebbero abbondantemente anche i costi della mancata produzione</strong>».</p>
<p>Invece, secondo il <strong>vicepresidente</strong> di <strong>Legambiente Edoardo Zanchini</strong>, «<strong>L&#8217;obiettivo dovrebbe essere quello di promuovere una corretta integrazione tra impianti energetici e agricoltura di qualità mentre una norma del genere può solo favorire le speculazioni e aumentare i problemi ambientali, incentivando anche la creazione di nuove serre, con conseguente aumento del consumo di plastiche che già oggi, in molte regioni rappresenta un grave problema per lo smaltimento</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>fonte: www.greenreport.it</h6>
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		<title>Lombardia. Nuova Delibera sugli impianti termici</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[consumo energetico]]></category>
		<category><![CDATA[impianti termici]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Disposizioni per l’installazione, l’esercizio, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici nel territorio regionale. (SE SEI ABBONATO INSERISCI LE CREDENZIALI PER CONTINUARE A LEGGERE mentre se non sei abbonato CLICCA QUI)  Questo articolo è visibile solo agli utenti abbonati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Disposizioni per l’installazione, l’esercizio, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici nel territorio regionale</strong>.</p>
<p><strong>(SE SEI ABBONATO INSERISCI LE CREDENZIALI PER CONTINUARE A LEGGERE mentre se non sei abbonato <a href="http://www.progettogas.it/abbonati/ ">CLICCA QUI</a>) </strong>  Questo articolo è visibile solo agli utenti abbonati.</p>
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		<title>Newsletter del 30 Gennaio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
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		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[agevolazioni fiscali]]></category>
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		<category><![CDATA[UNI EN 15420/2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: nuova guida dell’Agenzia delle Entrate Alla luce della proroga per tutto il 2012, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico“. In particolare, con il comma 4, articolo 4 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Decreto Monti), convertito dalla legge 22 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a title="Permalink to Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: nuova guida dell’Agenzia delle Entrate" href="../news/le-agevolazioni-fiscali-per-il-risparmio-energetico-nuova-guida-dellagenzia-delle-entrat/" rel="bookmark">Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: nuova guida dell’Agenzia delle Entrate</a></h2>
<div>
<p>Alla luce della proroga per tutto il 2012, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico“. In particolare, con il comma 4, articolo 4 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Decreto Monti), convertito dalla legge 22 <a href="../news/le-agevolazioni-fiscali-per-il-risparmio-energetico-nuova-guida-dellagenzia-delle-entrat/" rel="nofollow"><strong>continua a leggere »</strong></a></p>
<h2><a title="Permalink to Pubblicata la UNI EN 15420/2011. Caldaie a gas per riscaldamento centralizzato – Caldaie di tipo C di portata termica nominale maggiore di 70 kW, ma non superiore a 1 000 kW" href="../news/pubblicata-la-uni-en-154202011-caldaie-a-gas-per-riscaldamento-centralizzato-caldaie-di-tipo-c-di-portata-termica-nominale-maggiore-di-70-kw-ma-non-superiore-a-1-000-kw/" rel="bookmark">Pubblicata la UNI EN 15420/2011. Caldaie a gas per riscaldamento centralizzato – Caldaie di tipo C di portata termica nominale maggiore di 70 kW, ma non superiore a 1 000 kW</a></h2>
<div>
<p>La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN 15420 (edizione dicembre 2010). La norma specifica i requisiti ed i metodi di prova relativi, in particolare, a fabbricazione, sicurezza, idoneità all uso e utilizzo razionale dell’ energia, come alla <a href="../news/pubblicata-la-uni-en-154202011-caldaie-a-gas-per-riscaldamento-centralizzato-caldaie-di-tipo-c-di-portata-termica-nominale-maggiore-di-70-kw-ma-non-superiore-a-1-000-kw/" rel="nofollow"><strong>continua a leggere »</strong></a></p>
<h2><a title="Permalink to Regione Lombardia. Incentivi per chi installa pompe di calore" href="../articoli/regione-lombardia-incentivi-per-chi-installa-pompe-di-calore/" rel="bookmark">Regione Lombardia. Incentivi per chi installa pompe di calore</a></h2>
<div>
<p>La Regione Lombardia, ha stanziato ben 19 milioni di euro per l’incentivazione di pompe di calore negli edifici pubblici, e la cifra considerevole di 4,2 milioni, per realizzare un laboratorio. Il laboratorio, il primo nel nostro paese, servirà per la misurazione e la certificazione del <a href="../articoli/regione-lombardia-incentivi-per-chi-installa-pompe-di-calore/" rel="nofollow"><strong>continua a leggere »</strong></a></p>
<h2><a title="Permalink to ANCE. Responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro." href="../articoli/ance-responsabilita-in-materia-di-sicurezza-sul-lavoro/" rel="bookmark">ANCE. Responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro.</a></h2>
<div>
<p>L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) ha creato un documento riguardante la delega di funzioni per la sicurezza sul lavoro in un cantiere edile. Il documento si focalizza principalmente sulle disposizioni dell’art.16 DLgs 81/08. (SE SEI ABBONATO INSERISCI LE CREDENZIALI PER CONTINUARE A LEGGERE mentre se non sei abbonato CLICCA QUI)</p>
<h2><a title="Permalink to Salute: esperti Asl Empoli, occhio a intossicazioni da caldaie e caminetti" href="../news/salute-esperti-asl-empoli-occhio-a-intossicazioni-da-caldaie-e-caminetti/" rel="bookmark">Salute: esperti Asl Empoli, occhio a intossicazioni da caldaie e caminetti</a></h2>
<div>
<p>Ogni anno numerose persone perdono la vita a causa di intossicazioni da monossido di carbonio sprigionato da caldaie e caminetti mal funzionanti. E’ quanto sottolineano gli esperti della Asl di Empoli, che hanno preparato alcuni consigli pratici da seguire soprattutto quando si riavvia un <a href="../news/salute-esperti-asl-empoli-occhio-a-intossicazioni-da-caldaie-e-caminetti/" rel="nofollow"><strong>continua a leggere »</strong></a></p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Quesito Tecnico.Tubazione gas in altra proprietà</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione di conformità]]></category>
		<category><![CDATA[dispositivo di intercettazione]]></category>
		<category><![CDATA[elettro-valvola]]></category>
		<category><![CDATA[tubo gas]]></category>
		<category><![CDATA[UNI 7129/2008]]></category>
		<category><![CDATA[valvola]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Tecnica L’utente n. 1 insiste per far passare la tubazione gas nell’appartamento dell’utente n. 2 (essendo parenti) per evitare di far realizzare un tragitto piuttosto complicato per andare a servire gli apparecchi ubicati nella propria abitazione. L’architetto che sta curando i lavoro afferma che la cosa è fattibilissima in quanto non c’è nessuna normativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domanda Tecnica</strong></p>
<p>L’utente n. 1 insiste per far passare la tubazione gas nell’appartamento dell’utente n. 2 (essendo parenti) per evitare di far realizzare un tragitto piuttosto complicato per andare a servire gli apparecchi ubicati nella propria abitazione. L’architetto che sta curando i lavoro afferma che la cosa è fattibilissima in quanto non c’è nessuna normativa che lo vieta. Cosa ne pensate?</p>
<p><strong>Matteo, Jesi (AN)</strong></p>
<p><strong>(SE SEI ABBONATO INSERISCI LE CREDENZIALI PER CONTINUARE A LEGGERE mentre se non sei abbonato <a href="http://www.progettogas.it/abbonati/ ">CLICCA QUI</a>) </strong>  Questo articolo è visibile solo agli utenti abbonati.</p>
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		<title>La Biblioteca di Progetto Gas. La rimozione dell’amianto negli impianti idrici e termici</title>
		<link>http://www.progettogas.it/articoli/la-biblioteca-di-progetto-gas-la-rimozione-dell%e2%80%99amianto-negli-impianti-idrici-e-termici/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-biblioteca-di-progetto-gas-la-rimozione-dell%25e2%2580%2599amianto-negli-impianti-idrici-e-termici</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[rimozione]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione all&#8217;articolo: La rimozione dell’amianto negli impianti idrici e termici  Con questo prezioso contributo, pubblicato su Progetto Gas nel numero del bimestre Luglio &#8211; Agosto 2010, abbiamo voluto incrementare ancora una volta,  la conoscenza, per quanto concerne una delle tematiche più drammatiche e complesse: l&#8217;amianto. Ancora oggi, inutile nasconderlo, tocca direttamente (anche) la salute di chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Introduzione all&#8217;articolo: <strong>La rimozione dell’amianto negli impianti idrici e termici </strong></p>
<p>Con questo prezioso contributo, pubblicato su<strong> Progetto Gas</strong> nel numero del bimestre<strong> Luglio &#8211; Agosto 2010</strong>, abbiamo voluto incrementare ancora una volta,  la conoscenza, per quanto concerne una delle tematiche più drammatiche e complesse: <strong>l&#8217;amianto</strong>. Ancora oggi, inutile nasconderlo, tocca direttamente (anche) <strong>la salute di chi opera nel settore della termoidraulica</strong>. Facendo una doverosa ricerca, tramite il motore di ricerca più famoso del mondo, Google, ci siamo resi conto, che inserendo la sola parola <strong>amianto</strong> nel settore news, apparivano oscure e numerose, notizie sull&#8217;argomento fin&#8217;ora citato. Per farvi qualche esempio, <strong>durante la sola giornata del 26 Gennaio 2012</strong>, abbiamo notato più di <strong>20 notizie inedite</strong>, legate al problema dell&#8217;amianto.</p>
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		<title>Brescia. Esplode Palazzina.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno scoppio ha devastato in un solo istante, un appartamento, al piano terra di una palazzina in via Marchetti, a Campo Fiera, Brescia. Secondo i primi rilievi, all’origine dell’esplosione verificatasi in tarda serata, potrebbe esserci stata una fuga di gas. Purtroppo a farne le spese, una signora anziana di 78 anni, deceduta durante lo scoppio, mentre un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno scoppio ha devastato in un solo istante, un appartamento, al piano terra di una palazzina in via Marchetti, a Campo Fiera, Brescia. Secondo i primi rilievi, all’origine dell’esplosione verificatasi in tarda serata, potrebbe esserci stata una fuga di gas.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Purtroppo a farne le spese, una signora anziana di 78 anni, deceduta durante lo scoppio, </strong>mentre un uomo di 40 anni, è rimasto gravemente ferito riportando ustioni gravissime.  Va evidenziato inoltre che, altre 19 persone, sono rimaste coinvolte nell&#8217;incidente con intossicazioni legate alla fuoriuscita del monossido di carbonio.</p>
<p><strong>Ancora da accertare se il gas, sia fuoriuscito per colpa di un guasto</strong> oppure per altre, (sin&#8217;ora sconosciute) cause.</p>
<h6><strong>La Redazione</strong></h6>
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		<title>Liberalizzazioni, scatta il decreto: alle imprese pagamenti per 5,7 miliardi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Scatta il decreto liberalizzazioni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato martedì il decreto e il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale con qualche novità, tra cui lo stanziamento di 5,7 miliardi per il pagamento delle imprese fornitrici della Pubblica amministrazione. Roba vera. Nel pacchetto di misure sulle liberalizzazioni varato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; <strong>Scatta il decreto liberalizzazioni</strong>. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato martedì il decreto e il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale con qualche novità, tra cui lo stanziamento di <strong>5,7 miliardi</strong> per il pagamento delle imprese fornitrici della Pubblica amministrazione.</p>
<p>Roba vera. Nel pacchetto di misure sulle liberalizzazioni varato dal governo «c&#8217;è roba vera», ha affermato martedì il premier Mario Monti al termine dell&#8217;Ecofin a Bruxelles. Per cambiare l&#8217;Italia si deve <strong>cambiare mentalità e abbandonare un principio che per decenni ha dominato la politica: e cioè che l&#8217;interesse di categoria prevalga su quello generale</strong>, ha detto Monti, che prende spunto dalla protesta degli autotrasportatori per rispondere a quanti, nei partiti e fra le forze sociali, si oppongono alle misure del governo, spiegando loro che i sacrifici saranno tanto minori quanto più coinvolgeranno tutti.</p>
<p>Buona notizia è per le imprese fornitrici della Pubblica amministrazione. Il decreto stanzia 5,7 miliardi per il pagamento di enti e ministeri. <strong>Le risorse vengono trovate in parte riallocando fondi, in parte consentendo l&#8217;emissione, fino a 2 miliardi, di titoli di Stato</strong>. È questa la principale novità nel testo finale del decreto per le liberalizzazioni, che contiene anche alcune nuove norme sulla filiera agroalimentare e (ma sono di dettaglio) sulle rendite finanziarie. L&#8217;iter del provvedimento partirà dal Senato e per questo il testo circola già tra alcuni senatori.</p>
<p>I 97 articoli confermano in gran parte le indiscrezioni circolate il giorno del varo da parte del Consiglio dei ministri, dalle norme sui taxi a quelle sulle farmacie (con mini ritocchi), da quelle sui notai alla possibilità di creare Srl da parte di giovani con un solo euro, dal gas alla Rc Auto. <strong>La vera novità è rappresentata dalle misure per accelerare il pagamento dei crediti commerciali vantati da parte delle imprese nei confronti della amministrazioni statali. L&#8217;articolo utilizza tre diverse forme di finanziamento per complessivi 5,7 miliardi. 2,7 miliardi saranno messi a disposizione riutilizzando i fondi speciali derivanti dai residui passivi</strong>; 1 miliardo, recuperato riallocando alcune poste contabili, servirà ad estinguere i crediti relativi ai consumi intermedi; 2 miliardi saranno pagati tramite titoli di Stato e l&#8217;assegnazione di tali obbligazioni statali non sarà computata nei limiti delle emissioni nette dei titoli di Stato indicata nella legge di bilancio.</p>
<p>Tra le novità introdotte ci sono due articoli relativi alla filiera agroalimentare, le norme consentono l&#8217;attivazione di un volume di investimenti nel settore Food e No-Food quantificabili &#8211; spiega la relazione tecnica &#8211; in 250-300 milioni di euro, l&#8217;intervento &#8211; viene spiegato &#8211; assume carattere di <strong>urgenza in considerazione della fase di crisi economica e dell&#8217;esigenza di rilancio degli investimenti</strong> che, in particolare, il comparto attende da oltre tre anni. Ma questa norma viene accompagnata anche da una disciplina sulle «relazioni commerciali in materia di cessioni di prodotti agricoli e agroalimentari» che servono a limitare pratiche commerciali sleali che, vista la crisi, rischierebbero di ampliarsi nei<br />
prossimi mesi.</p>
<p>Tra le altre novità un articolo prevede <strong>l&#8217;applicazione della deducibilità degli interessi passivi per le società</strong>, a prevalente capitale pubblico, che forniscono a<strong>cqua, energia, teleriscaldamento e servizi di smaltimento e depurazione</strong>. Alcune modifiche di dettaglio vengono introdotte anche per la tassazione delle rendite finanziarie con l&#8217;aliquota unica prevedendo la soppressione dell&#8217;esclusione della tassa del 20% sui redditi di capitale e sui redditi differenti di natura finanziaria (la norma ha valore interpretativo) ma anche l&#8217;applicazione dell&#8217;aliquota del 12,5% sui pronti contro termine su titoli pubblici emessi da Stati esteri e dell&#8217;11% sui fondi pensione Ue (per rispondere ad una procedura di infrazione comunitaria).</p>
<p>Nel testo vengono fissate con dettaglio anche le norme sull&#8217;autotrasporto e rispetto all&#8217;ultimo testo vengono introdotte alcune novità che sembrano confermare la volontà di sterilizzare l&#8217;effetto degli aumenti dei carburanti per il settore. La modifica &#8211; spiega la relazione tecnica &#8211; si è resa opportuna per equiparare la normativa italiana a quella degli altri Paesi europei ma anche per limitare l&#8217;esposizione finanziaria che gli aumenti delle accise comportano in attesa del rimborso, che è oggi annuale e diventerà trimestrale. Nella relazione tecnica infatti il governo riconosce che «<strong>i recenti aumenti delle accise sul gasolio per autotrazione stanno mettendo a dura prova la tenuta del comparto, che ha già dovuto sopportare ulteriori rincari di altre voci di spesa come assicurazioni e manutenzione dei veicoli, in un contesto economico che è tuttora al di sotto dei livelli antecedenti alla crisi</strong>».</p>
<p>No ai veti incrociati. Un messaggio teso a impedire che i provvedimenti varati e quelli in arrivo siano svuotati dai veti incrociati di partiti, sindacati, associazioni di categoria. Un avvertimento che il presidente del Consiglio lancia da Bruxelles dove è volato martedì in veste di ministro dell&#8217;Economia per ragguagliare i colleghi su quanto fatto in materia di consolidamento di bilancio, ma anche sul fronte della crescita e dell&#8217;occupazione. Per dire cioè che l&#8217;Italia «<strong>sta facendo la sua parte</strong>», coniugando rigore e sviluppo.</p>
<p>Gli ostacoli in Parlamento. Il Professore è ben consapevole degli ostacoli che rischia di trovare dentro e fuori il Parlamento. Anche oggi, da parte di partiti e sindacati, non sono mancati moniti e veti. Il Pdl, con Angelino Alfano, chiede la mano pesante contro lo sciopero dei tir; il Pd, con Pier Luigi Bersani, mette in guardia sulla cassa integrazione; l&#8217;Italia dei Valori, con Massimo Donati, reputa «<strong>timido</strong>» il lavoro del governo sulle liberalizzazioni.</p>
<p>«<strong>Disagi minori solo se sacrifici per tutti</strong>». Un clima che spinge il presidente del Consiglio ad ammonire e bacchettare a sua volta: «<strong>Siamo ben coscienti di chiedere un contributo importante da parte dei settori interessati, ma in questo momento tutti gli italiani stanno facendo degli sforzi e se ci mettiamo tutti insieme i sacrifici richiesti a ciascuno saranno minori e più equamente distribuiti</strong>». Solo così, tra l&#8217;altro, si avranno risultati maggiori e più rapidi per «crescita e occupazione». E non sono vantaggi da poco, soprattutto davanti alle fosche previsioni sul pil che (come stima il Fmi) rischia di sprofondare a -2,2% nel 2012. A tal proposito Monti ricorda lo studio di Bankitalia secondo il quale, soltanto dalla liberalizzazione, potrebbe arrivare una maggior crescita dell&#8217;11%. Certo, riconosce, è «complicatissimo» fare calcoli precisi, ma il senso è che nel decreto «<strong>c&#8217;è roba vera</strong>».</p>
<p>Discorso simile vale per il mercato del lavoro. Il premier, pur con cautela, conferma in pieno la linea della Fornero, sottolineando che il governo insisterà in particolare su una «<strong>minore segmentazione</strong>» e una «<strong>maggiore attenzione ai giovani</strong>». Assicura che i tempi saranno più lunghi rispetto alla «<strong>marcia forzata</strong>» imposta sulla riforma delle pensioni, ma mette in guardia chiunque punti a tattiche dilatorie: «<strong>Siamo costretti a tempi rapidi</strong>» vogliamo andare «<strong>abbastanza spediti</strong>».</p>
<p>Più articolato il ragionamento sulle proteste degli autotrasportatori. Monti dapprima premette che «<strong>vanno esaminate caso per caso</strong>»; poi sottolinea come si debba «<strong>esigere</strong>» il «<strong>rispetto della legalità</strong>», infine ricorda che il diritto di sciopero è «<strong>costituzionalmente garantito</strong>». Arriva a citare il «<strong>regolamento comunitario fragola</strong>» per spiegare che anche l&#8217;Europa si è chiesta come meglio conciliare diritti a volte divergenti.</p>
<p>Infine detta la linea del governo. Ciò che finora ha «<strong>frenato la crescita</strong>» e danneggiato i giovani è stato proprio «<strong>una gerarchia di valori nel mondo politico secondo la quale il legittimo interesse della categoria viene prima dell&#8217;interesse generale</strong>». Insomma: «<strong>vogliamo riformare l&#8217;Italia e, pur nella comprensione delle difficoltà, faremo rispettare le leggi</strong>».</p>
<h6>fonte: ilmessaggero.it</h6>
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		<title>Resta da scrivere l&#8217;accordo sul gas</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 13:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ediemme</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le trattative su Edison, apparentemente in dirittura d&#8217;arrivo, potrebbero riservare ancora qualche colpo di scena. O perlomeno l&#8217;ennesimo, duro confronto tra italiani e francesi. Sui tavoli dei negoziati restano infatti due nodi da sciogliere, entrambi legati al gas: da una parte c&#8217;è da definire il &#8216;prezzo di mercato&#8217; al quale Edison dovrà soddisfare, per sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le trattative su Edison, apparentemente in dirittura d&#8217;arrivo, potrebbero riservare ancora qualche colpo di scena. O perlomeno l&#8217;ennesimo, duro confronto tra italiani e francesi. Sui tavoli dei negoziati restano infatti due nodi da sciogliere, entrambi legati al gas: da una parte c&#8217;è da definire il &#8216;prezzo di mercato&#8217; al quale Edison dovrà soddisfare, per sei anni, il 50% del fabbisogno di Edipower (o dei suoi soci industriali), dall&#8217;altra resta il dibattito tutto italiano, <strong>che A2A e Iren hanno di fatto rinviato a giugno, sull&#8217;onerosità del tolling (l&#8217;affitto delle centrali) della ex genco Enel.</strong></p>
<p>Che il tema delle forniture Edison sia già caldo lo dimostra il fatto, rivelato dal&#8217;agenzia Radiocor, che alcuni consiglieri di Foro Buonaparte, durante il cda di ieri, <strong>abbiano caldeggiato una perizia terza e indipendente</strong>. Una richiesta avanzata in nome della trasparenza, ma anche perchè la questione, sulla quale anche la Consob è molto attenta, avrà un impatto significativo sul conto economico della nuova Edipower, che vanta quattro impianti a ciclo combinato (Sermide, Turbigo, Chivasso e Piacenza) sui nove complessivi.</p>
<div>Allo stesso modo il maxi contratto è straordinariamente importante per la nuova Edison francese, che vedrebbe così garantito uno sbocco per le grosse partite di gas ritirate con gli onerosi take or pay. <strong>Gli accordi preliminari tra Edf e gli italiani prevedevano l&#8217;applicazione di un prezzo di mercato: una formula generica per la quale, ad oggi, non è stato ancora individuato un calcolo preciso</strong>. Di qui l&#8217;idea di un perito terzo che, da qui al 15 febbraio, potrebbe anche aiutare il consiglio (che tornerà a riunirsi qualche giorno prima) e il comitato indipendenti di Edison a monitorare la trasformazione dell&#8217;accordo preliminare in definitivo.</div>
<p>Per quanto riguarda il tolling di Edipower,<strong> A2A e Iren</strong> hanno di fatto <strong>concordato soltanto il suo utilizzo</strong>. Sulle condizioni, tecnicamente la tolling fee, hanno deciso di rinviare ogni decisione, forti del fatto che, comunque, fino a giugno la ex genco dovrà rispettare i vecchi contratti (scaduti il 31 dicembre e rinnovati per tacito assenso) in essere con gli attuali azionisti.<strong> In altre parole, A2A e Iren hanno preso atto che, fino a quando il mercato del gas non ripartirà (due/tre anni), dovranno stringere la cinghia per garantire la marginalità di Edipower</strong>. Nei prossimi mesi, mettendo a punto il piano industriale della società e definendo il modello di business, decideranno quali e quanti sacrifici dovranno sobbarcarsi: una valutazione che non potrà prescindere dall&#8217;atteggiamento delle banche sul rifinanziamento da 1,1 miliardi e dalle altre scelte strategiche, compreso il possibile ingresso di un nuovo socio.</p>
<p>Avere di fatto aggirato l&#8217;ostacolo del tolling &#8211; gli altri soci industriali, Sel e Dolomiti Energia, ritireranno solo energia a sconto &#8211; ha permesso perlomeno di concentrarsi sul resto dell&#8217;intesa con Iren, in particolare sulla governance. Nella nottata di lunedì, A2A ha inviato a Iren il term sheet redatto con l&#8217;ausilio degli studi legali Bonelli Erede Pappalardo e Cleary Gottlieb e dell&#8217;advisor Mediobanca. <strong>Nel documento vengono accordati veti sulle scelte strategiche, in particolare per investimenti sopra i 200 milioni, dismissioni e aumenti di capitale.</strong></p>
<h6>fonte: www.ilsole24ore.com</h6>
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