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	<title>Progetto Gas</title>
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	<description>Il punto di riferimento per il settore termoidraulico</description>
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		<title>Corso sulla sicurezza degli impianti a gas minori di 35 kW e l&#8217;evoluzione dei nuovi materiali. Venerdì 15 Giugno 2012 Catania</title>
		<link>http://www.progettogas.it/news/corso-sulla-sicurezza-degli-impianti-a-gas-minori-di-35-kw-e-levoluzione-dei-nuovi-materiali-venerdi-15-giugno-2012-catania/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=corso-sulla-sicurezza-degli-impianti-a-gas-minori-di-35-kw-e-levoluzione-dei-nuovi-materiali-venerdi-15-giugno-2012-catania</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[impianti a gas minori di 35 kW]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi materiali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corso tratterà le principali novità introdotte dai nuovi materiali usciti sul mercato negli ultimi periodi come il tubo MULTISTRATO (norma UNI TS 11343) –  il tubo FORMABILE CSST (norma UNI TS 11340) utilizzati nell’ambito degli impianti domestici,dando una giusta informazione sull’uso corretto di questi nuovi materiali, i quali vanno impiegati in accordo con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.progettogas.it/wp-content/uploads/2012/05/locandina-catania.png" rel="lightbox[6238]" title="locandina catania" rel="wp-prettyPhoto[g6238]"><img class="size-medium wp-image-6239 alignleft" title="locandina catania" src="http://www.progettogas.it/wp-content/uploads/2012/05/locandina-catania-225x300.png" alt="" width="214" height="285" /></a> Il corso tratterà le principali novità introdotte dai nuovi materiali usciti sul mercato negli ultimi periodi come il tubo <strong>MULTISTRATO (norma UNI TS 11343)</strong> –  il tubo <strong>FORMABILE CSST</strong> <strong>(norma UNI TS 11340) </strong>utilizzati nell’ambito degli impianti domestici,dando una giusta informazione <strong>sull’uso corretto di questi nuovi materiali</strong>, i quali vanno impiegati in accordo con la norma <strong>UNI 7129</strong>, quindi durante il corso ci saranno molti riferimenti alla norma stessa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Inoltre durante il corso verrà dato spazio ai partecipanti di interagire con il relatore per eventuali quesiti e chiarimenti.</strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Destinatari</strong></h3>
<p style="text-align: center;"><strong>Installatori, manutentori, termotecnici, progettisti, personale delle aziende di distribuzione dedicato agli accertamenti della delibera 40/04, verificatori degli impianti termici, funzionari delle ASL, funzionari degli uffici tecnici comunali.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong>Durata del corso: ½  giornata  &#8211; Dalle ore <strong>14,00</strong> alle <strong>18,30</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>15 GIUGNO 2012 &#8211; CATANIA</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Partecipa anche TU al Corso CLICCANDO <a href="http://www.progettogas.it/wp-content/uploads/2012/05/Corso-Sic.-Imp.-Gas-Nuovi-Materiali-catania-15-giugno-2012.doc">QUI</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Quesito Tecnico. Lo scaldacqua è un impianto termico?</title>
		<link>http://www.progettogas.it/articoli/quesito-tecnico-lo-scaldacqua-e-un-impianto-termico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quesito-tecnico-lo-scaldacqua-e-un-impianto-termico</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[decreto legislativo 19 agosto 2005]]></category>
		<category><![CDATA[detrazione 55%]]></category>
		<category><![CDATA[scaldabagno]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda Ho sentito che lo scaldabagno no è più considerato un impianto termico, è vero? Andrea, Installatore (GE) (SE SEI ABBONATO INSERISCI LE CREDENZIALI PER CONTINUARE A LEGGERE mentre se non sei abbonato CLICCA QUI)  Questo articolo è visibile solo agli utenti abbonati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettogas.it/wp-content/uploads/2012/04/quesiti-tecnici-small.png" rel="lightbox[6219]" title="quesiti tecnici small" rel="wp-prettyPhoto[g6219]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5921" title="quesiti tecnici small" src="http://www.progettogas.it/wp-content/uploads/2012/04/quesiti-tecnici-small.png" alt="" width="550" height="156" /></a></p>
<p><strong>Domanda</strong></p>
<p>Ho sentito che lo scaldabagno no è più considerato un impianto termico, è vero?</p>
<p>Andrea, Installatore (GE)</p>
<p><strong>(SE SEI ABBONATO INSERISCI LE CREDENZIALI PER CONTINUARE A LEGGERE mentre se non sei abbonato <a href="http://www.progettogas.it/abbonati/ ">CLICCA QUI</a>) </strong>  Questo articolo è visibile solo agli utenti abbonati.</p>
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		<title>Morì per l&#8217;amianto nelle tubature, l&#8217;ospedale condannato a risarcire</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Casale Monferrato]]></category>
		<category><![CDATA[Eternit]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Antonio Abate]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;idraulico aveva lavorato come manutentore al Sant&#8217;Antonio Abate dal &#8217;56 al 1982 e nel 2004 si ammalò di mesotelioma pleurico per morire tre anni dopo. Il giudice ha stabilito un risarcimento di 800 mila euro&#8230; Lavorò tra il 1956 e il 1982 a continuo contatto con l&#8217;amianto all&#8217;interno del&#8217;ospedale di Gallarate, nel 2004 si ammalò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;idraulico aveva lavorato come manutentore al Sant&#8217;Antonio Abate dal &#8217;56 al 1982 e nel 2004 si ammalò di mesotelioma pleurico per morire tre anni dopo. Il giudice ha stabilito un risarcimento di 800 mila euro</strong>&#8230;</p>
<p>Lavorò tra il 1956 e il 1982 a continuo contatto con l&#8217;amianto all&#8217;interno del&#8217;ospedale di Gallarate, nel 2004 si ammalò e nel 2007, dopo 3 anni di malattia, morì a causa di un mesotelioma pleurico maligno. Il 4 maggio scorso la sentenza emessa dal giudice del lavoro <strong>Francesca La Russa che condanna l&#8217;Azienda Ospedaliera ad un risarcimento di 800 mila euro</strong>. L&#8217;amianto ricopriva le tubature dell&#8217;intera struttura e l&#8217;idraulicò ci ha lavorato a stretto contatto per moltissimi anni, ben 26 anni.</p>
<p>«<strong>E&#8217; accertata</strong> – scrive il giudice nella sentenza di primo grado – <strong>la sussistenza del nesso eziologico causale tra la malattia e l&#8217;attività lavorativa, quale idraulico e manutentore, svolta a favore dell&#8217;azienda ospedaliera di Gallarate</strong>». Tali coperture sono state smantellate completamente nel 2007 ma fino a quella data il materiale pericoloso per la salute umana è rimasto nelle pareti della struttura. Decisive le parole del collega della vittima che ha spiegato come «<strong>c&#8217;erano delle coperture in amianto. Quando interveniva l&#8217;idraulico rompeva la tubazione con il martello e faceva l&#8217;intervento. A volte si interveniva per lavori su guarnizioni in amianto delle caldaie; l&#8217;idraulico eseguito l&#8217;intervento posava fogli di amianto nuovi. Interventi di questo tipo venivano effettuati ogni 5-6 mesi</strong>».</p>
<p>In quegli anni ancora non si era scoperta la pericolosità di questo materiale e, dunque, anche le misure di sicurezza non erano così stringenti. Poi scoppiò il caso della Eternit, <strong>l&#8217;azienda killer di Casale Monferrato</strong> nella quale si verificarono decine di casi di mesotelioma pleurico e si scoprì che quel tipo di materiale era altamente nocivo per la salute.</p>
<h6>fonte: <a href="http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=233656">www3.varesenews.it</a></h6>
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		<title>Torino è la Regina del Teleriscaldamento in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stiamo osservando da parecchio tempo, la modernizzazione di una delle città più importanti della nostra Penisola: Torino. Il capoluogo Piemontese sta attraversando una nuova fase di sviluppo e autenticità, soprattutto per quanto concerne il riscaldamento. Quando decidiamo di parlare di Riscaldamento a Torino, parliamo soprattutto di teleriscaldamento e il risparmio di tonnellate e tonnellate di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo osservando da parecchio tempo, la modernizzazione di una delle città più importanti della nostra Penisola: <strong>Torino</strong>. Il capoluogo Piemontese sta attraversando una nuova fase di sviluppo e autenticità, soprattutto per quanto concerne il riscaldamento. Quando decidiamo di parlare di Riscaldamento a Torino, parliamo soprattutto di teleriscaldamento e il risparmio di tonnellate e tonnellate di petrolio.</p>
<p>Quella inaugurata lo scorso dicembre a <strong>Torino Nord</strong> è una centrale modernissima di cogenerazione, realizzata da <strong>Iren Energia</strong>; centrale con una potenza di 400 MW elettrici e 220 MW termici, consentendo una riduzione annua di 134 tonnellate di ossidi di azoto, 400 di ossidi di zolfo e 17 di polveri. Come sottolineò questo inverno il sindaco Piero Fassino: “<strong>Torino è una delle città più&#8217; teleriscaldate d&#8217;Europa, la prima in Italia. L&#8217;obiettivo è di estendere a tutta la città il servizio e dalla prossima estate la centrale sarà utilizzata anche per il teleraffrescamento. E&#8217; un ottimo investimento fatto dalla città che va nella direzione di rendere la qualità della vita cittadina sempre più&#8217; sostenibile e migliore dal punto di vista ambientale</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Torino infatti grazie agli impianti di cogenerazione di Moncalieri e Torino Nord è in grado di servire un volume di 55 milioni di metri cubi per il benessere di quasi 500 mila torinesi</strong>, a fronte di un consumo di energia di 810 gigawattora (pari a circa 98 milioni di standard metri cubi di gas metano), assicurando una produzione di 456 gigawattora elettrici e 308 gigawattora termici, <strong>con un&#8217;efficienza energetica superiore al 90%</strong>. Inoltre le prospettive del teleriscaldamento continueranno ad evolversi con l’avviamento del progetto per il nuovo impianto di Torino Nord Est, che consentirà di teleriscaldare il<strong> 70% del capoluogo Piemontese</strong>.</p>
<h6>M.Brenna &#8211; vicedirettore &#8211; E.D.M. Editoriali</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Solarexpo: divieti e norme impianti centri storici, un rebus</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[obblighi di legge]]></category>
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		<description><![CDATA[Difficile districarsi, ed essere informati, nel rebus delle norme di legge e degli iter autorizzativi, o dei divieti, per l&#8217;installazione degli impianti solari nei centri storici cittadini, e in generale nelle aree di pregio paesaggistico e architettonico. Se ne e&#8217; parlato oggi al Solarexpo di Verona nel corso del convegno &#8221;Solare termico e fotovoltaico nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile districarsi, ed essere informati, nel rebus delle norme di legge e degli iter autorizzativi, o dei divieti, per l&#8217;installazione degli impianti solari nei centri storici cittadini, e in generale nelle aree di pregio paesaggistico e architettonico. Se ne e&#8217; parlato oggi al Solarexpo di Verona nel corso del convegno &#8221;<strong>Solare termico e fotovoltaico nelle aree urbane: obblighi di legge e restrizioni autorizzative</strong>&#8221;. Un&#8217;occasione per fare il punto della situazione grazie al contributo tecnico-legislativo di amministratori locali e operatori, che hanno puntato il dito contro le Sovrintendenze.</p>
<p>Nel corso del convegno e&#8217; stato evidenziato che poco si conosce sui territori comunali della reale applicazione dell&#8217;obbligo, gia&#8217; operativo da maggio 2011, poiche&#8217; i Comuni, cioe&#8217; gli enti preposti a rilasciare il titolo abilitativo, non avrebbero il controllo della situazione. &#8221;<strong>Una mancanza grave anche a livello nazionale &#8211; ha detto Riccardo Battisti di Ambiente Italia, chairman del convegno &#8211; che mostra uno Stato incapace di monitorare l&#8217;applicazione delle leggi che emana&#8217;</strong>&#8216;.</p>
<p>Dal punto di vista degli iter autorizzativi e&#8217; emerso che per i piccoli impianti solari termici nelle aree non vincolate la situazione e&#8217; chiara e soddisfacente, visto che molte attivita&#8217; sono giudicate di &#8216;<strong>&#8216;edilizia libera</strong>&#8221; e quindi richiedono solo una comunicazione, mentre in altri casi si richiede in aggiunta una relazione tecnica.</p>
<p>Dove si riscontrano maggiori incertezze e difficolta&#8217; sono le aree vincolate. Qui, secondo i relatori al convegno, le Sovrintendenze continuano a non volere fornire criteri standard per l&#8217;integrazione degli impianti, dichiarando esplicitamente di volersi riservare il diritto di decidere e scegliere caso per caso. Questo diventa un problema per gli operatori, nonostante, nel convegno, sia stato messo in evidenza che ormai sono tante le sentenze del Tar di segno opposto. &#8221;<strong>Le Sovrintendenze &#8211; ha chiarito Battisti &#8211; devono motivare una decisione di bocciatura di un progetto ed entrare nel caso specifico. Si verifica invece spesso il paradosso che i Comuni bocciano un progetto che avrebbero probabilmente approvato solo perche&#8217; c&#8217;e&#8217; il parere negativo della Sovrintendenza. Si tratta fondamentalmente di un problema tecnico-culturale che dovrebbe essere affrontato con un maggiore dialogo tra associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche</strong>&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2012/05/11/Solarexpo-divieti-norme-impianti-centri-storici-rebus_6855205.html">Ansa</a></p>
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		<title>Fonti Rinnovabili negli edifici. Pubblicata la UNI/TS 11300 parte 4</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>
		<category><![CDATA[Fonti Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Prestazioni energetiche]]></category>
		<category><![CDATA[produzione di acqua calda sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[specifiche tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[uni]]></category>

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		<description><![CDATA[Una specifica tecnica che avrà sicuramente un ruolo fondamentale per il calcolo delle energie rinnovabili&#8230; Finalmente è arrivata, la UNI/TS 11300-4 &#8211; &#8220;Prestazioni energetiche degli edifici: utilizzo di energie rinnovabili e altri metodi di generazione per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria&#8220;. La norma è stata pubblicata il 10 maggio 2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una specifica tecnica che avrà sicuramente un ruolo fondamentale per il calcolo delle energie rinnovabili&#8230;</strong></p>
<p>Finalmente è arrivata, la UNI/TS 11300-4 &#8211; &#8220;<strong>Prestazioni energetiche degli edifici: utilizzo di energie rinnovabili e altri metodi di generazione per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria</strong>&#8220;.</p>
<p>La norma è stata pubblicata il 10 maggio 2012 e completa il pacchetto di specifiche tecniche oltre ad essere da ausilio alle verifiche di legge del sistema edifico-impianto in termini energetici.</p>
<p><strong></strong> La specifica tecnica calcola il <strong>fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria nel caso vi siano sottosistemi di generazione che forniscono energia termica utile da energie rinnovabili o con metodi di generazione diversi dalla combustione a fiamma di combustibili fossili</strong> trattata nella <strong>UNI/TS 11300-2</strong>.</p>
<p>Si considerano le seguenti sorgenti di energie rinnovabili per produzione di energia termica utile:<strong></strong><strong> solare termico,</strong><strong> biomasse, </strong><strong>fonti aerauliche, geotermiche e idrauliche nel caso di pompe di calore per la quota  </strong><strong>considerata rinnovabile, </strong>e per la produzione di energia elettrica: <strong>solare fotovoltaico.</strong></p>
<p>Se sei un nostro abbonato acquista la Norma CLICCANDO <a href="http://www.progettogas.it/wp-content/uploads/2012/05/MODULO-NORME-PER-SITO.doc">QUI</a></p>
<h6>a cura della Redazione</h6>
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		<title>Newsletter del 14 Maggio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[certificazione energetica]]></category>
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		<category><![CDATA[efficienza energetica edifici]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento]]></category>

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		<description><![CDATA[La Biblioteca di Progetto Gas. Valutazioni sull’eolico: soluzioni alternative e autostrade del vento Lo sfruttamento dell’energia eolica avviene attraverso l’uso di macchine classificabili a seconda del loro scopo, della taglia, dell’asse di rotazione, per il sistema di generazione elettrica, ecc. Nel momento in cui esse vanno a trasformare l’energia cinetica del vento in energia meccanica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a title="Permalink to La Biblioteca di Progetto Gas. Valutazioni sull’eolico: soluzioni alternative e autostrade del vento" href="../articoli/la-biblioteca-di-progetto-gas-valutazioni-sull%e2%80%99eolico-soluzioni-alternative-e-autostrade-del-vento/">La Biblioteca di Progetto Gas. Valutazioni sull’eolico: soluzioni alternative e autostrade del vento</a></strong></p>
<p>Lo sfruttamento dell’energia eolica avviene attraverso l’uso di macchine classificabili a seconda del loro scopo, della taglia, dell’asse di rotazione, per il sistema di generazione elettrica, ecc. Nel momento in cui esse vanno a trasformare l’energia cinetica del vento in energia meccanica vengono identificate come aeromotori. Nel caso in cui esse invece convertano l’energia meccanica [...] <a href="http://www.progettogas.it/articoli/la-biblioteca-di-progetto-gas-valutazioni-sull%E2%80%99eolico-soluzioni-alternative-e-autostrade-del-vento/"><strong>continua a leggere »</strong></a></p>
<p><strong><a title="Permalink to Regione Lazio. Approvato il Regolamento Regionale per la certificazione energetica: D.G.R.L. del 23 marzo 2012 n.125" href="../news/regione-lazio-approvato-il-regolamento-regionale-per-la-certificazione-energetica-d-g-r-l-del-23-marzo-2012-n-125/">Regione Lazio. Approvato il Regolamento Regionale per la certificazione energetica: D.G.R.L. del 23 marzo 2012 n.125</a></strong></p>
<p>Regolamento Regionale: “Sistema per la certificazione di sostenibilità energetico – ambientale degli interventi di bioedilizia e per l’accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio del certificato di sostenibilità energetico – ambientale” DISPOSIZIONI <strong><a href="../news/regione-lazio-approvato-il-regolamento-regionale-per-la-certificazione-energetica-d-g-r-l-del-23-marzo-2012-n-125/">continua a leggere »</a></strong></p>
<p><strong><a title="Permalink to Italia sotto accusa Ue per l’inefficienza energetica degli edifici" href="../news/italia-sotto-accusa-ue-per-l%e2%80%99inefficienza-energetica-degli-edifici/">Italia sotto accusa Ue per l’inefficienza energetica degli edifici</a></strong></p>
<p>L’Italia sta per finire di fronte alla Corte di Giustizia Ue per il mancato recepimento della direttiva Ue sull’efficienza degli edifici. L’efficienza energetica degli edifici è considerata dall’Ue come uno strumento fondamentale per centrare gli obiettivi di riduzione di almeno il 20% <strong><a href="../news/italia-sotto-accusa-ue-per-l%e2%80%99inefficienza-energetica-degli-edifici/">continua a leggere »</a></strong></p>
<p><strong><a title="Permalink to Detrazione 55%. Proroga fino al 2020." href="../articoli/detrazione-55-proroga-fino-al-2020/">Detrazione 55%. Proroga fino al 2020.</a></strong></p>
<p>Una proposta quella relativa alla detrazione del 55% contenuta nel Piano per la riduzione delle emissioni al 2020 presentato al Cipe. (SE SEI ABBONATO INSERISCI LE CREDENZIALI PER CONTINUARE A LEGGERE mentre se non sei abbonato CLICCA QUI) <a href="http://www.progettogas.it/articoli/detrazione-55-proroga-fino-al-2020/"><strong>continua a leggere »</strong></a></p>
<p><strong><a title="Permalink to Cassazione: condomino può rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato senza autorizzazione" href="../news/cassazione-condomino-puo-rinunciare-alluso-del-riscaldamento-centralizzato-senza-autorizzazione/">Cassazione: condomino può rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato senza autorizzazione</a></strong></p>
<p>In tema di condominio, con sentenza n. 5331, depositata il 2 aprile 2012, la sesta sezione della Corte di Cassazione ha stabilito che il condomino può legittimamente rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare <strong><a href="../news/cassazione-condomino-puo-rinunciare-alluso-del-riscaldamento-centralizzato-senza-autorizzazione/">continua a leggere »</a></strong></p>
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		<title>Estate in vista. Aria condizionata in ufficio: istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>
		<category><![CDATA[aria condizionata]]></category>
		<category><![CDATA[climatizzatori]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura esterna]]></category>

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		<description><![CDATA[3 maggio 2012. Con l&#8217;arrivo del grande caldo, il ricorso al climatizzatore è inevitabile. Ma spesso questi apparecchi vengono utilizzati in modo improprio, comportando sprechi d&#8217;energia e, soprattutto, malessere per chi lavora. Eppure le regole di prevenzione per non correre alcun rischio sono poche e semplici da rispettare ROMA &#8211; Male alla schiena e alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>3 maggio 2012</strong>. Con l&#8217;arrivo del grande caldo, il ricorso al climatizzatore è inevitabile. Ma spesso questi apparecchi vengono utilizzati in modo improprio, comportando sprechi d&#8217;energia e, soprattutto, malessere per chi lavora. Eppure le regole di prevenzione per non correre alcun rischio sono poche e semplici da rispettare</p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Male alla schiena e alla gola, raffreddore, dolori addominali, torcicollo. Ma anche bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche. Se, con l&#8217;arrivo delle prime &#8220;ondate&#8221; di caldo, il ricorso ai climatizzatori per molti di noi rappresenta una preziosa ancora di salvezza, è tuttavia molto articolato anche il ventaglio di rischi per la nostra salute in caso di utilizzo sbagliato di questo tipo di apparecchiature. Rischi che non corriamo solo nelle nostre case, ma anche nei luoghi di lavoro. <strong>Negli ultimi anni, infatti, &#8211; anche a causa dell&#8217;aumento dell&#8217;aspettativa di comfort da parte della popolazione &#8211; in molti uffici si trovano apparecchi di climatizzazione a parete che, grazie alla facilità di installazione e al costo ridotto rispetto a impianti di condizionamento più complessi (si possono addirittura acquistare nei centri commerciali),</strong> rappresentano la scelta più rapida per soddisfare le richieste degli utenti. Come già detto, però, l&#8217;uso di questi apparecchi non può prescindere da una corretta installazione, una puntuale manutenzione e soprattutto una corretta gestione.</p>
<p>Cosa prevede lo standard Uni. Secondo la definizione dello standard Uni 10339 si intendono climatizzatori quegli apparecchi che &#8220;<strong>sono in grado di realizzare e mantenere simultaneamente negli ambienti condizioni termiche, igrometriche (tasso di umidità, ndr) e</strong> <strong>velocità dell&#8217;aria comprese entro i limiti richiesti per il comfort della persona&#8221;. I condizionatori più utilizzati sono costituiti da una unità interna che provvede</strong> alla climatizzazione del locale e da una unità esterna necessaria allo scambio termico fra il fluido utilizzato per la climatizzazione e l&#8217;aria esterna. Gli apparecchi di nuova costruzione hanno spesso caratteristiche innovative che non rientrano in questa definizione, come per esempio la &#8220;ionizzazione&#8221; per eliminare le particelle inquinanti o la &#8220;foto catalizzazione&#8221; per eliminare germi e batteri. Alcuni modelli, inoltre, possono anche immettere in ambiente aria esterna, mentre altri possono anche essere privi di unità esterna.</p>
<p>L&#8217;installazione ideale. &#8220;<strong>Tranne quando l&#8217;installazione avviene in fase di progettazione, il posizionamento dell&#8217;apparecchio di climatizzazione non avviene sempre nel rispetto del criterio del maggior confort ma, nella maggior parte dei casi, si sceglie un&#8217;ubicazione che comporta minori opere murare, la possibilità di mantenere l&#8217;arredamento esistente e meno costi &#8211; afferma Michele del Gaudio, ricercatore presso il dipartimento di Avellino del settore &#8220;Ricerca, certificazione e verifica&#8221; dell&#8217;INAIL -</strong> &#8220;In assenza di vincoli, invece, il principio da seguire dovrebbe essere quello della scelta di una posizione che permetta un buon rimescolamento dell&#8217;aria, senza che gli occupanti siano colpiti da flussi d&#8217;aria troppo veloci. E dove, dunque, anche l&#8217;altezza della disposizione gioca un ruolo significativo&#8221;.</p>
<p>Ridurre le possibilità di rischio: ecco come fare. Esistono, così, alcune semplici regole capaci di ridurre al minimo il fastidio e le possibilità di rischio per i lavoratori. Il minor costo di questi apparecchi rispetto agli impianti centralizzati è di sicuro il fattore che principalmente condiziona la scelta, ma è opportuno utilizzarli in modo corretto per trarne anche il massimo dei benefici. &#8220;Sarebbe innanzitutto preferibile utilizzare apparecchi che immettano il flusso d&#8217;aria in modo da sfruttare l&#8217;effetto coanda, evitando di colpire direttamente le postazioni di lavoro &#8211; continua del Gaudio &#8211; Secondo questo principio, infatti, se il flusso d&#8217;aria arriva al soffitto, vi aderisce essendo in grado di raggiungere i punti più distanti della stanza e riducendo naturalmente la sua velocità&#8221;.</p>
<p>Evitare di &#8220;colpire&#8221; direttamente le postazioni. In questo contesto, pertanto, la disposizione delle postazioni di lavoro e dei climatizzatori diventa il punto chiave da dirimere. La regola &#8220;d&#8217;oro&#8221;: evitare la posizione diretta di una scrivania lungo il flusso d&#8217;aria. Se lo spazio a disposizione  lo consente, è più facile spostare la postazione. In caso contrario, tuttavia, spostare l&#8217;apparecchio non è poi così complesso. Una soluzione più onerosa, invece, può essere l&#8217;installazione di apparecchi a soffitto &#8211; ma è necessario creare controsoffittature &#8211; che garantiscono una distribuzione più uniforme dell&#8217;aria e, quindi, la possibilità di utilizzare velocità di immissione dell&#8217;aria più basse. Utile, ancora, anche fare attenzione alla posizione dei condizionatori rispetto agli arredi (armadi, archivi ecc.) per evitare riflessi dannosi e rimozione di sporcizia da punti quali le parti alte dei mobili dove, di solito, la pulizia viene fatta più raramente.</p>
<p>Essenziale &#8220;conoscere&#8221; bene il nostro apparecchio. Altro aspetto da non dimenticare: l&#8217;utilizzo di qualsiasi apparecchio deve sempre prevedere una idonea formazione e informazione del personale (che non si esaurisca con la consegna del telecomando e del manuale di istruzioni). &#8220;<strong>Spiegare a tutti la logica di funzionamento può evitare che il cattivo utilizzo sia causa di fastidio o di danni più importanti per la salute &#8211; sottolinea del Gaudio &#8211; E&#8217; anche importante informare sulla scelta corretta delle temperature di setup in modo da evitare fastidi  e sprechi energetici: perché per stare bene non bisogna accorgersi che stiamo raffreddando né avere fretta di raffreddare ma, soprattutto, tenere conto della temperatura esterna e dell&#8217;impegno metabolico dell&#8217;attività che stiamo svolgendo</strong>&#8220;. Inoltre è bene ricordare che l&#8217;utilizzo di questi apparecchi deve comunque prevedere l&#8217;apertura periodica delle finestre per ricambiare l&#8217;aria.</p>
<p>Una manutenzione &#8220;doc&#8221;. In questa occasione può essere utile, allora, ricordare alcune regole fondamentali per la manutenzione dei climatizzatori. E&#8217; buona norma, innanzitutto, effettuare una pulizia dei filtri prima di ogni accensione stagionale (queste operazioni vengono effettuate utilizzando prodotti specifici che hanno un effetto detergente e anti batterico e, pertanto, andrebbero svolte dai manutentori indossando guanti e mascherine di protezione, fuori dall&#8217;orario di lavoro e facendo funzionare poi l&#8217;impianto a finestre aperte). <strong>Oltre ai filtri, l&#8217;igienizzazione dovrà interessare, inoltre, tutte le parti a diretto contatto con l&#8217;acqua di condensa. Ultima ma non meno importante, infine, è la verifica dello scarico delle acque di condensa che possono facilmente intasarsi provocando accumuli di umidità nelle pareti o in zone poco accessibili dove possono proliferare muffe, funghi ecc.</strong></p>
<p>Usare male gli apparecchi provoca malessere e sprechi d&#8217;energia. In definitiva, prima di schiacciare il tasto di accensione &#8211; o, meglio ancora, di procedere a un ordine d&#8217;acquisto &#8211; meglio avere il quadro globale della situazione e intervenire con la dovuta pianificazione e nel rispetto della prevenzione. &#8220;<strong>Sicuramente molte di queste indicazioni sembreranno scontate, ma nella realtà la scarsa informazione non permette a tutti di inquadrare correttamente la situazione e di fare le modifiche necessarie &#8211; conclude del Gaudio &#8211; Un cattivo utilizzo delle apparecchiature porta sicuramente a degli sprechi energetici e, soprattutto, il malessere dei lavoratori non aiuta certo a produrre meglio e di più. Quindi è sempre bene considerare con la giusta consapevolezza il proprio luogo di lavoro e ricercare i possibili miglioramenti da introdurre</strong>&#8221;</p>
<h6>Fonte : <a href="http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&amp;_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&amp;nextPage=Prodotti/News/2012/Ricerca_e_tecnologie_della_sicurezza/info302201635.jsp">Inail</a></h6>
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		<title>FIERA ACCADUEO 2012 &#8211; Ferrara, 23-25 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 15:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua potabile]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara]]></category>
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		<description><![CDATA[Fiera Accadueo 2012 &#8211; Ferrara, 23-25 maggio 2012 ACCADUEO è la Mostra Internazionale delle tecnologie per il trattamento e la distribuzione dell&#8217;acqua potabile e il trattamento delle acque reflue, tra i principali appuntamenti internazionali da non mancare in virtù dell’importanza delle tematiche dibattute nell’ambito del programma convegni, della rilevanza e prestigio delle aziende coinvolte a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettogas.it/wp-content/uploads/2012/05/H20-CS2-FEB2012.png" rel="lightbox[6168]" title="H20-CS2 - FEB2012" rel="wp-prettyPhoto[g6168]"><img class="aligncenter size-full wp-image-6169" title="H20-CS2 - FEB2012" src="http://www.progettogas.it/wp-content/uploads/2012/05/H20-CS2-FEB2012.png" alt="" width="177" height="107" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fiera Accadueo 2012 &#8211; Ferrara, 23-25 maggio 2012<br />
</strong></p>
<p><strong>ACCADUEO </strong>è la Mostra Internazionale delle tecnologie per il trattamento e la distribuzione dell&#8217;acqua potabile e il trattamento delle acque reflue, tra i principali appuntamenti internazionali da non mancare in virtù dell’importanza delle tematiche dibattute nell’ambito del programma convegni, della rilevanza e prestigio delle aziende coinvolte a livello espositivo e visitativo, della completezza dell’ offerta espositiva totalmente focalizzata sul settore oggetto della manifestazione</p>
<p>Edizione dopo edizione, <strong>ACCADUEO</strong> si è affermata quale momento d&#8217;incontro tra le aziende espositrici e l&#8217;imprenditoria pubblica e privata con un occhio di riguardo alle novità del mercato.</p>
<p>La rassegna offrirà un fitto calendario di convegni e seminari tecnici con relatori di rilievo internazionale a conferma del suo ruolo di sede altamente qualificata per un confronto e un proficuo scambio di opinioni rispondente alle esigenze di informazione e aggiornamento professionale degli operatori del settore.</p>
<p><strong>ACCADUEO</strong> metterà a disposizione degli espositori la possibilità di definire un calendario incontri con operatori commerciali stranieri provenienti da Turchia, Siria, Israele, Giordania, Marocco, Algeria per favorire l’instaurazione di contatti commerciali ed accrescere le possibilità di internazionalizzazione delle aziende espositrici.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Scarica e Consulta</strong>  (<strong><a href="http://www.progettogas.it/wp-content/uploads/2012/05/H20-CS2-FEB2012.pdf">CLICCANDO QUI</a></strong>) <strong>il</strong> <strong>ricco programma preliminare dei Convegni e Seminari che si svolgeranno a Ferrara durante la FIERA H2O dal 23 Maggio al 25 Maggio</strong></p>
<p style="text-align: left;">Per Ulteriori Informazioni: <a href="http://www.accadueo.com"> www.accadueo.com</a></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>La Biblioteca di Progetto Gas. Il d.lvo 29/10/2010 e la riforma delle norme del d.lvo 3/4/2006 n. 152 sulla tutela dei cittadini dall’inquinamento cagionato dagli impianti termici attraverso la denuncia prevista dall’art.284</title>
		<link>http://www.progettogas.it/articoli/la-biblioteca-di-progetto-gas-il-d-lvo-29102010-e-la-riforma-delle-norme-del-d-lvo-342006-n-152-sulla-tutela-dei-cittadini-dall%e2%80%99inquinamento-cagionato-dagli-impianti-termici-attraverso-l/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-biblioteca-di-progetto-gas-il-d-lvo-29102010-e-la-riforma-delle-norme-del-d-lvo-342006-n-152-sulla-tutela-dei-cittadini-dall%25e2%2580%2599inquinamento-cagionato-dagli-impianti-termici-attraverso-l</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[analisi delle emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[disposizioni sugli impianti termici]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La tutela dell’aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera e le disposizioni sugli impianti termici civili previste dal d.lvo 3/4/2006 n. 152 Il d.lvo 3/4/2006 n. 152 (art. 267) i fini della prevenzione e della limitazione dell’inquinamento atmosferico, si applica agli impianti, inclusi gli impianti termici civili, ed alle attività che producono emissioni in atmosfera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La tutela dell’aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera e le disposizioni sugli impianti termici civili previste dal d.lvo 3/4/2006 n. 152</strong></p>
<p>Il <strong>d.lvo 3/4/2006 n. 152 (art. 267)</strong> i fini della prevenzione e della limitazione dell’inquinamento atmosferico, si applica agli impianti, inclusi gli impianti termici civili, ed alle attività che producono emissioni in atmosfera e stabilisce i limiti di emissione, le prescrizioni, i metodi di campionamento e di analisi delle emissioni ed i criteri per la valutazione dei valori misurati ai valori limite. Il decreto non si applica agli impianti disciplinati dal <strong>d.lvo 11/5/2005 n. 133</strong> aventi ad oggetto <strong>l’incenerimento dei rifiuti</strong>. Per tutti gli impianti che producono emissioni nell’<strong>atmosfera deve (art. 269) essere richiesta un’autorizzazione e nei confronti (art. 279)</strong> di chi inizia ad installare o esercita un impianto e chi esercita un’attività in assenza della prescritta autorizzazione ovvero continui l’esercizio dell’impianto o dell’attività con l’autorizzazione scaduta, decaduta, sospesa, revocata o dopo l’ordine di chiusura dell’impianto o di <strong>cessazione dell’attività è prevista la sanzione penale</strong> dell’arresto da due mesi a due anni o dell’ammenda da duecentocinquantotto euro e milletrentadue euro.</p>
<p><strong>(SE SEI ABBONATO INSERISCI LE CREDENZIALI PER CONTINUARE A LEGGERE mentre se non sei abbonato <a href="http://www.progettogas.it/abbonati/ ">CLICCA QUI</a>) </strong>  Questo articolo è visibile solo agli utenti abbonati.</p>
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